Verifiche compatibilita' idrogeologica
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Verifiche compatibilita' idrogeologica

Lo Studio Tecnico Gianluca Perazzi cura direttamente gli studi per le pratiche di svincolo idrogeologico ai sensi e per gli effetti della direttiva in materia di parere di compatibilità degli interventi sul territorio e del Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico redatto dalle Autorità di Bacino competenti territorialmente.

Sulla base di elementi quali l’intensità, la probabilità di accadimento di un evento, il danno e la vulnerabilità, le aree perimetrate sono state così suddivise:

 

 

 

Aree a rischio idrogeologico molto elevato (R4) nelle quali per il livello di rischio presente, sono possibili la perdita di vite umane, e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture ed al patrimonio ambientale, la distruzione di attività socio economiche;

 

Aree di alta attenzione (A4) potenzialmente interessate da fenomeni di innesco, transito ed invasione di frana a massima intensità attesa alta ma non urbanizzate;

 

Aree a rischio idrogeologico potenzialmente alto (Rpa) nelle quali il livello di rischio, potenzialmente alto, può essere definito solo a seguito di indagini e studi a scala di maggior dettaglio;

 

Aree di attenzione potenzialmente alta (Apa) non urbanizzate e nelle quali il livello di attenzione, potenzialmente alto, può essere definito solo a seguito di indagini e studi a scala di maggior dettaglio;

 

Aree a rischio idrogeologico elevato (R3) nelle quali per il livello di rischio presente, sono possibili problemi per l’incolumità delle persone, danni funzionali agli edifici e alle infrastrutture con conseguente inagibilità degli stessi, la interruzione di funzionalità delle attività socio-economiche e danni rilevanti al patrimonio ambientale;

 

Aree di medio - alta attenzione (A3) non urbanizzate che ricadano in una frana attiva a massima intensità attesa media o di una frana quiescente della medesima intensità in un’area classificata ad alto grado di sismicità;

 

Aree a rischio idrogeologico medio (R2) nelle quali per il livello di rischio presente sono possibili danni minori agli edifici, alle infrastrutture ed al patrimonio ambientale che non pregiudicano l’incolumità delle persone, l’agibilità degli edifici e la funzionalità delle attività economiche;

 

Aree di media attenzione (A2) che non sono urbanizzate e che ricadono all’interno di una frana quiescente a massima intensità attesa media;

 

Aree a rischio idrogeologico moderato (R1) nelle quali per il livello di rischio presente i danni sociali, economici ed al patrimonio ambientale sono marginali;

 

Aree di moderata attenzione (A1) che non sono urbanizzate e che ricadono all’interno di una frana a massima intensità attesa bassa;

 

Aree a rischio idrogeologico potenzialmente basso (Rpb) nelle quali l’esclusione di un qualsiasi livello di rischio, potenzialmente basso, è subordinata allo svolgimento di indagini e studi a scala di maggior dettaglio;

 

Aree di attenzione potenzialmente bassa (Apb) non urbanizzate e nelle quali l’esclusione di un qualsiasi livello di attenzione, potenzialmente basso, è subordinata allo svolgimento di indagini e studi a scala di maggior dettaglio;

 

Aree di possibile ampliamento (C1)dei fenomeni franosi cartografati all’interno, ovvero di fenomeni di primo distacco;

 

Aree di versante (C2) nelle quali non è stato riconosciuto un livello di rischio o di attenzione significativo;

 

Aree inondabili da fenomeni di sovralluvionamento (al) individuati sulla base di modelli idraulici semplificati o di studi preliminari, il cui livello di rischio o di attenzione deve essere definito a seguito di indagini e studi a scala di maggior dettaglio

 

Infatti tutti i progetti relativi agli interventi che fanno eccezione ai divieti nelle zone a rischio, devono essere corredati da uno studio di compatibilità idrogeologica commisurato alla rispettiva importanza e dimensione degli stessi.

Lo studio di compatibilità idrogeologica deve essere, inoltre, commisurato alla fase di progettazione di cui alla legge 109/94 e s.m.i.. Il citato studio di compatibilità, comunque, non sostituisce la valutazione di impatto ambientale, gli studi e gli atti istruttori di qualunque tipo richiesti al soggetto promotore dalla normativa vigente. Lo studio dovrà dimostrare la compatibilità del progetto con quanto previsto dal presente piano stralcio, dalle norme di attuazione e dalle misure di salvaguardia; che le realizzazioni garantiscano, secondo le caratteristiche e le necessità relative a ciascuna fattispecie, la sicurezza del territorio in coerenza con quanto disposto all’art. 31 lettera c) della legge n.183/89 sulla base dei tre criteri: “incolumità delle popolazioni, danno incombente, organica sistemazione”. La compatibilità idrogeologica deve essere verificata in funzione dei dissesti che interessano le aree a rischio idrogeologico come individuate dal presente Piano Stralcio; stimata in base alla definizione ed alla descrizione puntuale delle interferenze tra i dissesti idrogeologici individuati e le destinazioni o le trasformazioni d’uso del suolo attuali o progettate; valutata confrontando gli interventi proposti con l’individuazione del rischio operata dal presente piano stralcio e con gli effetti sull’ambiente.

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