Geotermia – Impianto geotermico
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Geotermia – Impianto geotermico

Dal punto di vista della generazione di energia elettrica, la geotermia consente di trarre dalle forze naturali una grande quantità di energia rinnovabile e pulita. Queste centrali inoltre non comportano un danno all'ambiente, poiché considerate non inquinanti. Un ulteriore vantaggio è il possibile riciclaggio degli scarti, favorendo il risparmio. La trivellazione è il costo maggiore; nel 2005 l'energia geotermica costava fra i 50 e i 150 euro per MWh, ma pare che tale costo sia sceso a 50-100 euro per MWh nel 2010 e si prevede che scenderà a 40-80 euro per MWh nel 2020.[27]

Anche per quanto riguarda la generazione di energia termica la geotermia (a bassa entalpia) presenta numerosi vantaggi: economia, ambiente, sicurezza, disponibilità e architettura.

 

 

Impianti geotermici

La pompa di calore è l’unità centrale degli impianti geotermici a bassa entalpia. Con la stessa macchina è possibile effettuare il riscaldamento e il raffrescamento dell’edificio, produrre acqua calda sanitaria e alimentare serpentine per lo scioglimento di ghiaccio e neve. Il trasporto del calore all'interno dell'edificio può avvenire tramite aria o liquido. I terminali di climatizzazione più adatti per le pompe di calore geotermiche sono i pannelli radianti, perché lavorano a temperature più basse in riscaldamento e più alte in raffrescamento, garantendo quindi maggiori rendimenti della pompa di calore. E' comunque possibile utilizzare i ventilconvettori.

 

 

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L’acustica in edilizia - Verifica requisiti acustici passivi

 

Fra le prestazioni che l'involucro edilizio deve garantire, c'è quella del controllo delle condizioni di benessere acustico, all’interno delle unità ambientali rispetto ai rumori provenienti dall’esterno. Si devono considerare le sorgenti di rumore che possono essere percepite all’interno degli edifici, il tipo di rumore prodotto e le modalità di propagazione all'interno dell’edificio (propagazione aerea o strutturale). Le modalità di riduzione del rumore in un ambiente abitato si sintetizzano nell’uso di materiali isolanti ed assorbenti per la riduzione del rumore aereo e di materiali anticalpestio ed antivibranti per lo smorzamento di rumori impattivi e di vibrazioni strutturali.

Legislazione italiana

  • L. Q. n°447 del 26/10/95 “Legge Quadro sull’inquinamento acustico”.
  • D.P.C.M. 5/12/97 "Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici".

Il suono, emesso dalla sorgente esterna, si propaga nell’aria sino ad incontrare l’involucro che, entrando in vibrazione, invia parte dell’energia sonora verso il ricevitore interno. La struttura di separazione si comporta, quindi, come un elemento passivo e le sue caratteristiche possono condizionare la trasmissione, la riflessione e l’assorbimento dell’energia sonora. La prestazione acustica dell’involucro è, quindi, legata al potere fonoisolante R degli elementi di facciata (pareti, finestre, cassonetti) ed all’isolamento acustico normalizzato Dn dei "piccoli" elementi di facciata (elementi avente superficie inferiore ad 1 m², come le prese d’aria). Per facciata, secondo la definizione della norma UNI EN ISO 12354-3, si intende “la totalità della superficie esterna di un ambiente” comprese, quindi, le chiusure esterne orizzontali.

 

Materiali utilizzati per l’assorbimento e l’isolamento acustico

I materiali utilizzati normalmente per garantire buone prestazioni acustiche all’involucro sono:

 

Prestazione acustica di pareti esterne

Lo studio delle pareti, rispetto alle sollecitazioni vibro–acustiche, considera il comportamento dinamico delle pareti monostrato e di quelle multistrato.

Il potere fonoisolante di una struttura monolitica, secondo la Legge della massa, migliora con l’aumento della sua pesantezza (massa superficiale espressa in kg/m²).

L’isolamento vibro–acustico delle pareti multistrato risulta funzione delle proprietà di ogni singolo strato e dalla natura delle connessioni; tuttavia, anche se non sussistono dei legami strutturali, le sollecitazioni dinamiche irradiate attraverso l’intercapedine da uno strato sono trasmesse per via aerea agli altri strati che le propagano nello spazio confinante. Per ovviare a questo problema, ogni strato della parete dovrà vibrare indipendentemente dallo strato successivo e l’intercapedine esistente tra strato e strato dovrà avere uno spessore sufficientemente elevato ed essere parzialmente o totalmente riempita con materiale fonoassorbente (solitamente pannelli ad elevata densità, in lana di vetro, lana di roccia) per contenere l’effetto tamburo dovuto alla risonanza dell’intercapedine.

Al fine di esaltare gli effetti di barriera acustica in una gamma di frequenze maggiore e di evitare fenomeni di risonanza o di coincidenza, un’altra soluzione è quella di utilizzare materiali diversi oppure materiali uguali ma di spessore differente. L’inserimento di materiale poroso contribuirà a limitare il fenomeno della risonanza nell’intercapedine e ad aumentare il potere fonoisolante del sistema.

 

Prestazione acustica di vetri e serramenti

Il potere fonoisolante del sistema finestra costituisce un’informazione essenziale per determinare la prestazione acustica dell’involucro edilizio. I fenomeni di risonanza e coincidenza, infatti, riducono notevolmente le capacità fonoisolante dei vetri: un pannello di vetro entra in vibrazione se sollecitato da una perturbazione ondosa di frequenza prossima alla frequenza di risonanza propria.

La prestazione del serramento dipende, oltre che dalla vetrata, dal tipo di telaio e dalla permeabilità all’aria. In generale si rileva che le prestazioni dei serramenti migliorano lavorando sulle seguenti variabili:

  • aumentare e variare lo spessore ed il tipo dei vetri (legge della massa);
  • aumentare lo spessore della camere d’aria;
  • riempire la camera con gas pesanti;
  • disaccoppiare i telai.

Migliori prestazioni possono essere ottenute utilizzando vetri stratificati, costituiti da lastre di vetro unite in autoclave a pressione mediante interposizione di uno strato smorzante denominato polivinylbutirrale.

 

 

 

Prestazione acustica di sistemi di copertura

La copertura deve essere capace di ridurre la trasmissione dei rumori provenienti dall’ambiente esterno attenuando l’effetto indotto dalla caduta della pioggia, della grandine, del calpestio per le terrazze. Generalmente i materiali utilizzati per la coibentazione termica dei sistemi di copertura hanno anche un buon funzionamento come isolanti acustici.

 

Soluzioni di facciata atte a schermare il rumore

La prestazione acustica di una facciata può essere ottimizzata lavorando su forma e materiali. Generalmente, infatti, modifiche anche lievi del disegno della facciata possono offrire un grado di protezione maggiore senza compromettere altri requisiti come la ventilazione e la protezione. Alcuni esempi:

  • Profondità del balcone: può favorire l’attenuazione del rumore ai piani alti dell’edificio.
  • Parapetto pieno: comporta un’attenuazione rispetto alla medesima configurazione priva dello stesso.
  • Facciata gradonata: se non è presente un parapetto pieno, questa tipologia di facciata risulta efficace solo ai piani alti. È importante però tenere conto che queste attenuazioni sonore sono in parte dovute alla maggiore distanza delle facciate dalla sede stradale.

Il team dello Studio Tecnico Gianluca Perazzi offre consulenza in fase progettuale dalla scelta dei materiali alle soluzioni architettoniche. Redige le relative relazioni tecniche, documento complementare per l’ottenimento della concessione edilizia.

 

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